A Lisbon Story

di Stéfano Pérez Tonella (lunedì 19 marzo 2012)

Lisbona è la mia città del doppio assente. Quella dei giorni in cui scoppia di grida, tra i vicoli di Alfama, e delle volte in cui tace perfino il traffico.

Le persone sono come ombre, in questa città d’acqua, perse in vicoli di pioggia esanime: Lisbona è un effimero reversibile, riflessi, forme sdoppiate, sovrapposte. È impossibile ritrarre la medaglia senza rispettare l’invisibilità del rovescio che rappresenta.

l’immagine

Ha un carattere inflessibile, ma anche la stupidità delle punte che si protendono verso un cielo privo di pietà.
L’invadenza di questa scultura nella sfera quotidiana è evidente: le folle cittadine ne abitano gli spazi: alcuni uomini pretendono evitarne le spade, i turisti la fotografano sorridendo, i pendolari la attraversano.

Le sue spade, nell’intreccio immobile di un tessuto metallico, sembrano sorreggersi a vicenda. Il complesso evoca la debolezza che porterà a sferrare il colpo di grazia. Quale sarà la spada che, per prima, tradirà le altre?